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Eventi
Gent.mi Soci e Colleghi,
ho l'onore di annunciarVi il primo evento del biennio 2008-09 della SIDA,
il workshop
APPROCCIO GNATOLOGICO INTEGRATO
CON LA MEDICINA NON CONVENZIONALE
AL PAZIENTE DISFUNZIONALE:
ASPETTI OCCLUSALI,
FITOTERAPICI E CON AGOPUNTURA
R. Giorgetti, F. Deodato, C. Di Stanislao
che si terrà in seno al 15° Congresso Nazionale del “Collegio dei Docenti di Odontoiatria” giovedì 17 aprile 2008.
Nel corso di quasi un ventennio di analisi dei disordini cranio-cervico mandibolari, dopo aver approfondito ed utilizzato numerosissimi modelli diagnostici e terapeutici, abbiamo sentito l'esigenza di integrare una serie di indicazioni più ampie, che ci consentissero di relazionare segni e sintomi non esclusivamente biomeccanici.
Gli studi di Melzack e Travell, la strana percorrenza di canali preferenziali del dolore conseguente a sollecitazione dei punti, l'aggravamento del sintomo a seguito di particolari condizioni climatiche e molto altro, ci hanno portato con grande convinzione, a cominciare a considerare alcune forme di dolore cranio-cervico-mandibolare (particolarmente quelle in cui non vi fossero eventi scatenanti organici o esterni iatrogeni) in termini sicuramente più generali.
Abbiamo così osservato come il trofismo specifico che alcuni alimenti, situazioni climatiche, sentimenti e tanto altro possono avere con lo stato funzionale di organi e visceri possano riflettersi con grande frequenza sui trigger (così inquadrabili come manifestazione algica a distanza) e sui particolari percorsi di irradiazione del dolore (a loro volta espressione topografica ad alta specificità).
L'integrazione di fondamenti diagnostici di tecniche convenzionali e non convenzionali ci ha permesso di affinare la possibile lettura del sintomo attraverso una rete più fitta di elementi discriminativi e consentito di approcciare la problematica cranio-cervicale con interventi mirati a più alta specificità, spesso avvalendoci esclusivamente di fitoestratti, controlli dietetici o altre discipline ed interventi (ginnastiche, massaggio, ecc,) che consentissero un bassissimo costo (biologico e terapeutico).
Ancor più importante questo approccio risulta sicuramente in ambito diagnostico, in fase di screening iniziale, per una effettiva valutazione e considerazione dei casi più “atipici” prima che si intraprenda qualunque atto terapeutico, una investigazione “preliminare” che accorpi esperienze, tecniche e risultati consolidati negli anni attraverso culture terapeutiche millenarie, a quanto il progresso scientifico ha consentito di raggiungere in questi ultimi anni per la conservazione e la tutela della salute umana.
Sarebbe un errore prescindere dall'una quanto dall'altra, poiché due facce di una stessa medaglia, due mezzi inscindibili e forse per questo incomparabili, l'uno nella valutazione di alcuni elementi profondi e generali ormai dimenticati, l'altro nel perfezionamento della cura specifica di ogni singolo costituente dell'essere umano.
Quale “ulteriore ausilio tra i tanti” si pongono l'agopuntura e la fitoterapia, branche estremamente affascinanti ma al tempo stesso embricate e complesse, troppo spesso ignorate, sottovalutate o mal utilizzate da operatori inesperti ed improvvisati.
L'abuso farmacologico oggi sempre più frequente, con autoprescrizione e iperconsumo, spesso utilizzato anche solo a carattere preventivo, ha creato in molti soggetti oltre a farmacodipendenza, farmacoresistenza o farmacoavversità (psicologica e fisica) con fenomeni di sensibilizzazione, gastrolesività, allergia e intolleranza.
Piante definite “sicure” e scevre di particolari effetti collaterali in individui fondamentalmente sani o senza patologie sistemiche importanti e degne di nota possono essere veramente di grande aiuto per vari motivi ed effetti, dal più conosciuto effetto antalgico o miorilassante, a più complessi ed embricati effetti di drenaggio su stasi e blocchi energetici ed emotivi.
Allo stesso modo il massaggio su particolari punti di agopuntura (con e senza oli essenziali), l'utilizzo “ragionato” della dietetica, la conoscenza degli alimenti del loro impatto energetico su organi e visceri possono costituire un importante ausilio al trattamento del paziente con disordini temporomandibolari e nel suo inquadramento diagnostico differenziale.
Cari saluti
Marzia Segù
Presidente SIDA
biennio 2008-09